6 settembre 2019
è quasi superfluo rimarcarlo però, quando il gioco si fa duro, tocca sempre a noi metterci la faccia, le persone, le competenze e le capacità. Sfido chiunque ad affermare il contrario.
Ciò detto, facciamo però ora un veloce passo indietro. Salvini, già nel mese di agosto, aveva “presentato” agli italiani un’anticipazione della manovra di bilancio 2020 con, ovviamente, le annesse mirabolanti promesse sulla Flat tax per tutti, sulla sterilizzazione del più alto aumento dell’imposta sul valore aggiunto (23 miliardi di euro!), altri spiccioli qua e là, per un costo complessivo di 50 miliardi di euro. “Improvvisamente” però, l’8 agosto, il vicepremier Salvini fa prima venir meno i propositi di un’estate di lavoro poi, durante una vacanza last minute al Papeete – forse in un momento di sobrietà, viene da aggiungere – intuisce quanto sarebbe stata dura darla a bere una volta di più agli italiani anche nel 2020 dal momento che, nel 2019, sarebbero dovute sparire le accise sui carburanti.
Ecco quindi la corsa ai ripari per la Lega con una mozione di sfiducia al Governo giallo-verde, la richiesta di elezioni anticipate tra fine ottobre e novembre e la conseguente messa a rischio dell’approvazione della manovra di bilancio 2020 entro fine anno e del blocco dell’aumento IVA. Una fuga senza precedenti quella del “capitano”, non solo per il periodo ma anche per il fatto che, solo due giorni prima, il Governo otteneva la fiducia sul Decreto Sicurezza bis.
È così che una forza politica responsabile come il PD ha cominciato a valutare la possibilità di formare una nuova coalizione di Governo. Una responsabilità, la nostra, che in poche ore si è trasformata in una nuova opportunità per l’Italia (basti vedere la fiduciosa risposta dei mercati, con lo spread che dall’approssimarsi a quota 300 con i giallo-verdi, ha virato verso una più salutare destinazione intorno a quota 100). Un’opportunità che si è riflessa nel nuovo clima che si respira ora tra Italia e Istituzioni europee, condizione preliminare alla stesura di una manovra di bilancio concordata e finalizzata sia ad una reale diminuzione della pressione fiscale per i cittadini meno abbienti, sia ad un grande piano di investimenti green e ad altro ancora.
La sfida, che sappiamo essere molto impegnativa, non si esaurirà solo con le politiche economiche ed industriali, ma ci porterà anche a ridisegnare le relazioni tra gli Stati europei in tema di tema di immigrazione, nonché a mettere al centro la riscrittura dei diritti socio-economici e civili dei cittadini europei, con una forte attenzione a quelle che sono le nostre “periferie sociali”.
L’Italia ha oggi la possibilità di ripartire.
Alla nuova squadra di Governo e a Paolo Gentiloni, neo eletto Commissario europeo, vanno quindi i miei migliori auguri di buon lavoro e per l’avvio di una tanto attesa nuova stagione per il nostro Paese.

