Turismo & nautica: approvata risoluzione

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E’ stata approvata ieri, in un incontro congiunto delle Commissioni parlamentari Attività produttive e Finanze, la risoluzione a prima firma Arlotti e seconda firma del sottoscritto, destinata a contribuire al rilancio del settore del turismo, in particolar modo di quello legato alla nautica da diporto.

Il provvedimento è in linea con la Legge di Stabilità 2016 e prevede l’estensione a tutto il territorio nazionale del progetto “Signa Maris”, la piattaforma web promossa dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e turismo, finalizzata alla creazione di un nuovo sistema turistico che unisca ed integri le diverse ricchezze culturali e naturalistiche italiane.
Il portale rappresenta una nuova modalità di accesso e fruizione delle eccellenze storiche, culturali e paesaggistiche del nostro Paese e raccoglie, in cinque diverse lingue, informazioni e contenuti indirizzati a valorizzare la capacità di attrazione turistica dei territori. Le informazioni sono costantemente aggiornate anche sui principali social-media ed il sistema è dotato di una apposita “app” utilizzabile offline, il che ne consente quindi l’utilizzo anche in assenza di rete Internet.

Si tratta di un progetto che ho sostenuto e che monitorerò attentamente allo scopo di consentirne l’applicazione anche al sistema lacuale lecchese, così da promuovere ulteriormente, attraverso un nuovo canale informativo, il notevole patrimonio turistico della nostra provincia.

 
 

Federalismo fiscale? Così non funziona

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Su “La Provincia di Lecco” di quest’oggi potete leggere una mia intervista sui temi legati alla questione del Fondo di solidarietà comunale e alla sua rialimentazione. Nelle stesse pagine trovate anche le opinioni di Virginio Brivio e Anna Mazzoleni, rispettivamente sindaco ed assessore al bilancio del Comune di Lecco ed una tabella dalla quale si può vedere come proprio Lecco sia al settimo posto nell’elenco dei capoluoghi di provincia che, nel corso del 2015, più versano nel Fondo: oltre 6 milioni di Euro, ovvero 128 Euro per abitante!

È fondamentale intervenire al più presto: la rialimentazione non può essere unicamente di tipo orizzontale e lo Stato non può lasciare soli i Comuni tra di loro a far pagare i servizi di chi non se li può permettere. La perequazione deve essere verticale: in caso contrario aumenterà sempre più la distanza tra comuni virtuosi e non.

Per queste ragioni, ho portato ai colleghi senatori una opportuna proposta di emendamento: dal momento che il Decreto Enti territoriali, che si occupa di Province e Comuni, è in Senato, è lì che bisogna intervenire. In caso contrario, città come Lecco, dopo anni di propaganda leghista sulla bontà della scelta di inserire i fabbisogni standard e la capacità di riscossione dei Comuni nella fiscalità pubblica, rischia di trovarsi tra l’incudine del bisogno di rialimentare il Fondo e il martello della sua “ricchezza”, subendo riduzioni ai conferimenti più pesanti e pagando doppiamente il fatto di avere le risorse e il venir meno dei fondi provenienti dallo Stato.

Altro che federalismo fiscale!

 

Qui sotto il link all’articolo de “La Provincia”.

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Amianto: una doppia azione per il contrasto all’illegalità e l’incentivazione allo smaltimento

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Ieri, nel corso di una riunione congiunta delle Commissioni Finanze e Ambiente sui temi dello smaltimento dell’amianto e della bonifica dei siti inquinati, abbiamo approvato una risoluzione con la quale diamo nuovamente un indirizzo preciso al Governo affinché promuova ancora più efficaci azioni di contrasto alla gestione illegale di questo pericoloso materiale e perché si adoperi nello stabilire nuovi tipi di agevolazioni fiscali per le opere di bonifica: un documento che, con parole certe, impegna il Governo su di una questione di fondamentale importanza per la salute pubblica.

In particolare le azioni che abbiamo richiesto all’Esecutivo sono diverse e sono così riassumibili:

  • la revisione della normativa in materia di protezione della popolazione dai rischi dell’amianto attraverso la semplificazione e l’aggiornamento della disciplina esistente;
  • l’estensione del credito d’imposta al 65% – attualmente in vigore per i lavori di efficientamento energetico – anche alle opere di bonifica;
  • il completamento della mappatura dell’amianto sul territorio nazionale e, dal 31 dicembre 2016, l’introduzione dell’obbligo di apposizione di un’etichetta chiara e visibile nei luoghi in cui vi è ancora presenza di amianto;
  • l’individuazione, nelle singole Regioni, di siti idonei allo stoccaggio e allo smaltimento in sicurezza in un’ottica di filiera corta di gestione e di riduzione del rischio e dei costi.

Rimarcando quindi il consolidato impegno e tutto il lavoro messo in campo dalla nostra Asl provinciale, auspico ora che questi indirizzi possano diventare al più presto vere e proprie norme di legge che, con sempre maggiore efficacia, riescano a garantire la sicurezza e la tutela della salute pubblica.

 
 

Finanza locale: facciamo il punto

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Venerdì 10 aprile, presso la Sala Consiliare della Provincia di Lecco, ho voluto organizzare un momento di aggiornamento con i Sindaci del territorio sulle questioni più attuali legate alla finanza locale.
Tra i temi affrontati la ripartizione del Fondo di Solidarietà comunale 2015; l’emanazione di un prossimo decreto Enti Locali – al quale avrò modo di lavorare in qualità di delegato alla finanza locale in Commissione Finanze alla Camera – e la disciplina riguardante l’introduzione della nuova Local Tax.

Un’ulteriore occasione di discussione e di confronto al quale i Sindaci lecchesi hanno risposto – considerata anche la difficoltà del momento – con partecipazione ed interesse.

 
 

IMU agricola: prosegue il mio impegno nel perfezionare i termini della finanza locale

Paesaggio_Seurat_1000pxRecentemente sono stato chiamato, da parte della maggioranza parlamentare, a ricoprire il ruolo di relatore nell’ambito della discussione del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 4, recante misure urgenti in materia di esenzione IMU.

Dopo il lavoro di questi mesi ho quindi voluto proseguire nell’impegno ad ampliare, quanto più possibile, la platea dei Comuni che possono godere delle agevolazioni sull’IMU agricola. Proprio nel corso del dibattimento odierno di tale disegno di legge, sono stati approvati diversi atti migliorativi i quali, nonostante l’impossibilità di emendare il decreto in ragione della scadenza estremamente ravvicinata, impegnano il Governo a continuare nella rivisitazione dell’IMU andando oltre il semplice parametro di “Comuni montani” e introducendo nuovi ed opportuni criteri.

Mi riferisco, nello specifico, all’approvazione di un mio Ordine del giorno con il quale, tra l’altro, si indirizza il Governo sia a procedere ad una revisione delle modalità di calcolo delle basi imponibili – estendendo anche al catasto dei terreni l’operazione di aggiornamento e di riforma in corso sul catasto dei fabbricati – sia a prevedere lo stanziamento di maggiori ed ulteriori risorse da destinare ai Comuni allo scopo di compensarne l’eventuale minor gettito.

Con questo atto, inoltre, il Governo si impegna a ricondurre l’intera disciplina dell’IMU agricola all’interno del perimetro generale della programmata riforma della fiscalità locale, ovvero nell’ambito della futura “Local tax”, in un’ottica quindi di maggiore semplificazione, certezza e trasparenza della materia.

 

Si amplia l’esenzione sull’IMU agricola per i Comuni lecchesi

Costa_1000pxNella giornata odierna, il Senato della Repubblica ha approvato l’emendamento 1.1000 al DDL 1749 recante misure urgenti in materia di esenzione IMU, con il quale è riconosciuta la specificità dei Comuni collinari svantaggiati: ciò permetterà di ridurre in maniera sensibile il numero di Comuni italiani nei quali i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali dovranno pagare l’IMU sui terreni agricoli nel 2015.

In sostanza, viene ad essere introdotta una franchigia sul versamento da effettuarsi pari ad un valore massimo di 200,00 euro e, contestualmente, è disposto il ristoro del minor gettito IMU attraverso l’erogazione di un contributo pari a 15,35 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015.
In considerazione dell’ammontare medio dell’imposta sull’IMU agricola, ciò significherà quindi esentare dal pagamento numerosissimi contribuenti (agricoltori/coltivatori diretti) e limitare l’obbligo di versamento solo ai proprietari di ampi appezzamenti di terreni agricoli.

I Comuni interessati dal provvedimento sono i seguenti:

Airuno, Annone di Brianza, Barzago, Barzanò, Bosisio Parini, Brivio, Bulciago, Calco, Casatenovo, Cassago Brianza, Castello di Brianza, Cernusco Lombardone, Costa Masnaga, Cremella, Dolzago, Garbagnate Monastero, Imbersago, La Valletta Brianza, Lomagna, Merate, Missaglia, Molteno, Montevecchia, Monticello Brianza, Nibionno, Oggiono, Olgiate Molgora, Paderno d’Adda, Robbiate, Santa Maria Hoè, Sirone, Sirtori, Verderio, Viganò.

La soddisfazione per questo risultato è doppia, in primis perché fin dall’inizio abbiamo lavorato allo scopo di estendere le agevolazioni anche ai Comuni collinari, di fatto molto diffusi in provincia di Lecco, ed in secondo luogo perché il Senato, con l’approvazione di questo emendamento, ha accolto il disposto di una mia risoluzione in Commissione Finanze – sottoscritta anche da numerosi altri colleghi deputati – con la quale chiedevo proprio l’introduzione di franchigie. In questo modo, gli agricoltori pagheranno solo se proprietari di fondi di una certa estensione, evitando così di dover ricorrere a professionisti e di dover fare code agli sportelli per saldare magari un tributo pari a poche decine di euro.

 
 

IMU sui terreni agricoli: la risposta del Governo e i nuovi criteri

Costa_1000pxDopo il lavoro svolto in queste ultime settimane e, da ultimo, in risposta alla lettera inviata al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’Economia, la questione relativa al pagamento dell’IMU sui terreni agricoli è stata chiarita.

Poche ore fa, infatti, il Governo, con un Consiglio dei Ministri straordinario, ha fissato nuovi criteri per il pagamento dell’IMU agricola, privilegiando il parametro dell’effettiva superficie montana all’interno di un Comune e disponendo così l’esenzione totale per 3456 Comuni – prima erano 1498 – e parziale per altri 655.

Relativamente alla provincia di Lecco, questo significa che i Comuni esenti in quanto montani sono 51, ovvero:

Abbadia Lariana, Ballabio, Barzio, Bellano, Calolziocorte, Carenno, Casargo, Cassina Valsassina, Cesana Brianza, Civate, Colico, Colle Brianza, Cortenova, Crandola Valsassina, Cremeno, Dervio, Dorio, Ello, Erve, Esino Lario, Galbiate, Garlate, Introbio, Introzzo, Lierna, Malgrate, Mandello del Lario, Margno, Moggio, Monte Marenzo, Morterone, Olginate, Oliveto Lario, Pagnona, Parlasco, Pasturo, Perledo, Pescate, Premana, Primaluna, Sueglio, Suello, Taceno, Torre de’ Busi, Tremenico, Valgreghentino, Valmadrera, Varenna, Vendrogno, Vercurago, Vestreno.

Un solo Comune è definito parzialmente montano (dove cioè sono esentati dal pagamento unicamente gli agricoltori) ed è Lecco.

I Comuni non montani sono invece 36 (calcolando già le fusioni di Verderio e di Rovagnate – Perego, ora La valletta Brianza):

Airuno, Annone di Brianza, Barzago, Barzanò, Bosisio Parini, Brivio, Bulciago, Calco, Casatenovo, Cassago Brianza, Castello di Brianza, Cernusco Lombardone, Costa Masnaga, Cremella, Dolzago, Garbagnate Monastero, Imbersago, La Valletta Brianza, Lomagna, Merate, Missaglia, Molteno, Montevecchia, Monticello Brianza, Nibionno, Oggiono, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Rogeno, Santa Maria Hoè, Sirone, Sirtori, Verderio, Viganò.

Di questi ultimi, ai 23 aventi altitudine superiore ai 280 metri verrà comunque applicata – per il solo 2014 – la normativa che dispone l’esenzione dal pagamento per la categoria degli agricoltori. Tali Comuni sono: Barzago, Barzanò, Bulciago, Calco, Casatenovo, Cassago Brianza, Castello di Brianza, Costa Masnaga, Cremella, Dolzago, Garbagnate Monastero, La Valletta Brianza, Merate, Missaglia, Molteno, Montevecchia, Monticello Brianza, Nibionno, Olgiate Molgora, Rogeno, Santa Maria Hoè, Sirtori, Viganò.

Resta, infine, la criticità legata alla ravvicinata scadenza di pagamento che è stata rinviata al prossimo 10 febbraio 2015.

 
 

Blocco del pagamento dell’IMU sui terreni agricoli: la richiesta diretta al premier Renzi

Vista dal Monte barro_1000pxPreoccupati per la questione della revisione del perimetro dei Comuni montani ai quali applicare l’esenzione IMU per i terreni agricoli e preso atto che, da parte del MEF, non abbiamo ancora ottenuto una risposta, nei tempi richiesti, alla risoluzione presentata il 18 dicembre scorso, abbiamo ritenuto doveroso rivolgerci, in ultima istanza, direttamente al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ed al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, chiedendo un tempestivo intervento allo scopo di fare finalmente chiarezza in materia.

La lettera – della quale sono primo firmatario – è stata sottoscritta anche da altri 105 colleghi deputati e, in sostanza, sollecita l’esecutivo a ragionare non solo sul differimento dei termini di pagamento ma, vista e considerata l’oggettiva difficoltà di Comuni e contribuenti, a procedere verso una definitiva soluzione della problematica dell’IMU sui terreni agricoli.

 

Qui trovate copia della lettera inviata al Presidente del Consiglio »

 

In dirittura di arrivo i rimborsi Irpef

Ingranaggi-euro_2_1000pxSono finalmente in dirittura di arrivo i rimborsi Irpef: stiamo parlando dei rimborsi richiesti dai contribuenti italiani che hanno inserito in dichiarazione dei redditi detrazioni superiori ai 4 mila euro dovute sia a carichi di famiglia che ad eccedenze di imposta derivanti da precedenti dichiarazioni, così come introdotto dalla Legge di stabilità 2014.

Si tratta di 76.568 contribuenti per un ammontare complessivo di rimborsi pari a circa 468 milioni di euro – un numero in crescita negli ultimi anni grazie, ad esempio, all’aumento delle agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico – che devono essere sottoposti a controllo preventivo da parte dell’Agenzia delle Entrate e a cui sarà poi erogato quanto dovuto entro sette mesi dalla dichiarazione, ovvero entro febbraio 2015».

Nel pomeriggio di ieri, in risposta al Question time del Partito Democratico in Commissione Finanze, il Ministero dell’Economia ha presentato questi risultati:

  • da una parte il pagamento – nei mesi di ottobre e novembre 2014 – di 273 milioni di euro a 45.120 contribuenti (59%), a soli tre mesi, pertanto, dalla trasmissione delle dichiarazioni di luglio;
  • dall’altra, delle restanti 31.448 posizioni – per un valore di 195 milioni di euro di rimborsi – al 2 gennaio 2015 ne sono già state esaminate 13.748, con sole 1.952 dichiarazioni rigettate o sospese.

Possiamo quindi dirci soddisfatti di come, ad un mese dalla scadenza, siano state già rimborsate circa il 77% delle posizioni e di queste solo poco più del 2,5% non siano state accolte o siano state sospese.

 
 

Tributi minori (Tosap, imposta di pubblicità…): un primo chiarimento da parte del Ministero dell’Economia

Per gli uffici comunali gli ultimi giorni sono stati contrassegnati da grande incertezza: è possibile oppure no incassare i tributi minori?

Dal 1 gennaio 2015, infatti, abbiamo riscontrato come al mancato rinvio dell’entrata in vigore della nuova Imu secondaria – sostitutiva dei sopraccitati tributi minori – non è seguita l’emanazione, da parte del MEF, del regolamento attuativo. In buona sostanza, i Comuni rischiano di non poter applicare né i vecchi tributi né tantomeno quello nuovo.

Già dalla scorsa settimana ho pertanto sollevato tale criticità al MEF ed ho proseguito quindi predisponendo una bozza di risoluzione in Commissione Finanze.

La sollecita risposta avuta proprio oggi dal Dipartimento delle finanze del MEF – attraverso la risoluzione n. 1/Df del 12 gennaio – ha finalmente cominciato a fare chiarezza: un risultato, a mio parere, decisamente positivo!