Anche sulla questione rifiuti la Lega ha la memoria corta

Anche sulle questioni del teleriscaldamento e del termovalorizzatore di Valmadrera, la propensione, ormai abituale, degli esponenti locali della Lega a rincorrere gli umori del momento, saltando di palo in frasca a seconda della convenienza politica e della possibilità di recuperare qualche voto è, a dir poco, imbarazzante.

È sorprendente l’incoerenza dimostrata da un politico esperto quale è il senatore Arrigoni. Dopo essere stato Sindaco di Calolziocorte e, al contempo, membro del “Comitato ristretto” proprio di Silea Spa, ora cambia repentinamente idea circa le buone politiche, in materia di gestione dei rifiuti solidi urbani, portate avanti per anni dagli amministratori del Nord Italia e da quelli lecchesi in particolare.

È noto come, attualmente, la Lega guardi sempre più avidamente a Sud – Arrigoni, da parte sua, sta lavorando in Abruzzo per fare spazio alla “calata” di Salvini – tuttavia, dopo anni passati a lanciare strali contro il Meridione e la sua cattiva gestione dei rifiuti, è inconcepibile che ora, proprio la Lega, voglia disconoscere i meriti degli amministratori lecchesi dicendosi favorevole addirittura alla chiusura del forno di Valmadrera. Questa loro necessità di espandersi a Sud gli ha fatto forse dimenticare le capacità e i meriti del Nord e dei suoi amministratori, grazie ai quali, al contrario di altre regioni italiane, non abbiamo mai avuto casi di emergenza-rifiuti?

È pur vero che la Lega ha spesso dimostrato di avere la memoria corta: vorrei quindi che Arrigoni ricordasse che la virtuosità dei Comuni del Nord in tema di rifiuti è figlia della lungimiranza dei suoi amministratori, i quali hanno saputo mettere in atto, per tempo, una politica accorta in materia di raccolta differenziata, recupero e smaltimento dei rifiuti. Una “dimenticanza”, quella del senatore leghista, resa ancora più sorprendente dal fatto che, tra i tanti amministratori impegnati in questo senso, figuravano anche diversi sindaci col fazzolettino verde nel taschino.

 
 

Riforma Camere di Commercio: sì ad emendamento che mantiene i servizi sul territorio

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Mantenimento dei servizi sul territorio e garanzia di una composizione equilibrata della governance in caso di accorpamento di più Camere di Commercio: questo il primo, fondamentale traguardo raggiunto in difesa dei ruoli e dei compiti della Camera di Commercio di Lecco con l’approvazione, avvenuta nella serata di ieri in Commissione Affari Costituzionali, di un emendamento nel quale sono state riassorbite – questo il termine tecnico – alcune delle mie richieste di modifica all’articolo 8 del DDL. 3098 sulla riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche, relativamente alla riduzione e all’accorpamento degli organi camerali territoriali.

Il raggiungimento di questo primo – e non affatto scontato – obiettivo permetterà di mantenere i servizi strumentali, ovvero i presidi territoriali delle Camere di Commercio, direttamente su territorio, scongiurando un ulteriore impoverimento di prestazioni erogabili a imprese e cittadini che per una Provincia come la nostra non sarebbe sicuramente accettabile. Un risultato, questo, raggiunto solo grazie all’imprescindibile contributo tecnico e di esperienza offerto da Vico Valassi, attuale Presidente della Camera di Commercio di Lecco, a cui vanno i miei più sinceri ringraziamenti.

Il prossimo passo sarà ora quello di seguire con attenzione la stesura dei vari decreti attuativi che seguiranno.

 
 

Nuova Prefettura: basta rinvii, ora la certezza sulla fine dei lavori

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Questa mattina ho effettuato un sopralluogo al cantiere del vecchio poliambulatorio (anche conosciuto come l’ “ex mutua”) di via XI febbraio a Lecco: l’immobile, in corso di ristrutturazione da anni, sarà la sede della nuova Prefettura. Nel corso della visita, il Provveditorato alle Opere Pubbliche mi ha presentato lo scenario riguardante le tempistiche di conclusione dei lavori: la fine del cantiere è prevista entro il prossimo novembre; seguirà poi la fase di collaudo per raggiungere quindi la piena operatività a inizio 2016. Nel caso in cui questa tempistica non dovesse essere rispettata, si provvederà alla rescissione del contratto con l’impresa edile ed a trovare una nuova ditta appaltatrice.

Nel corso del sopralluogo, calendarizzato su mia richiesta già alcune settimane fa, ho incontrato i funzionari del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, Settore Lombardia e Liguria, il R.U.P., Responsabile Unico del Procedimento e i rappresentanti della società appaltatrice dei lavori: a tutti loro ho esplicitamente chiesto di avere precise garanzie in merito ai tempi di chiusura del cantiere.
Ho quindi potuto verificare come i lavori edili siano praticamente in via di completamento e come invece manchi ancora totalmente la parte relativa all’impiantisca elettrica e a quella cosiddetta “speciale”, ovvero riguardante l’impianto di video sorveglianza.
Il Provveditorato ha poi specificato che dal termine indicato per il completamento delle opere restano esclusi i lavori per la sistemazione della recinzione e della pavimentazione esterna che saranno invece terminati successivamente e per i quali sono comunque già state rese disponibili le risorse necessarie.

Ho ritenuto doveroso, in sintesi, rendermi conto di persona delle ragioni di un tale ritardo nella gestione del cantiere ed ho quindi deciso di impegnarmi nel seguire da vicino la vicenda affinché lo stabile venga definitivamente consegnato alla Prefettura. Ciò porterà ad un consistente risparmio di risorse pubbliche in quanto l’Azienda ospedaliera e il Viminale hanno da tempo sottoscritto un contratto di comodato d’uso gratuito della durata di trent’anni. Attualmente invece, il Ministero, per la sede di Corso Promessi Sposi, paga ancora un affitto pari a 350 mila euro annui.

 

Accorpamento Enti: sì a tavoli condivisi

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Fuor di polemica, credo che la posizione espressa da CGIL Lecco nel corso della recente Conferenza di Organizzazione in merito a future alleanze istituzionali e accorpamenti tra Enti sia eccessivamente perentoria ed escludente: con una battuta, all’amico Pirelli vorrei chiedere: “cosa ti ha fatto il territorio di Monza e Brianza?”.

La provincia di Lecco esprime, per circa un terzo dei suoi abitanti, persone residenti nel territorio della Brianza lecchese la quale rappresenta, di fatto, un’area strategicamente fondamentale. In essa si concentrano una quota considerevole del Pil provinciale e del tasso di occupazione locale e, oltre ad essere geograficamente prossima a Monza, con la stessa condivide sia caratteristiche socio-economiche che servizi.
In questa delicata fase di ristrutturazione degli Enti istituzionali – della quale mi sto occupando in qualità di parlamentare del territorio – credo semplicemente che tutto sia auspicabile salvo presentare pregiudiziali ad ipotesi di accorpamento con un territorio piuttosto che con un altro.

Ad ogni modo, entro la metà di luglio, è prevista in sede di Camera dei deputati l’approvazione del testo di riforma della Pubblica Amministrazione che verrà quindi trasmessa al Senato per la discussione conclusiva. Così definito il quadro normativo, ritengo sia doveroso convocare tavoli istituzionali territoriali aperti a tutte le forze economiche e sociali allo scopo di approfondire ogni possibile, futuro, scenario di aggregazione.

 
 

Chiusura Uffici Postali: lo scaricabarile in formato Lega

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Decisamente “ondivago”, per usare un eufemismo, l’intervento del Senatore Arrigoni in merito alla questione della chiusura degli Uffici Postali in provincia di Lecco: Arrigoni, nello stesso articolo apparso in rete, riesce sia a considerare positivamente l’atto di indirizzo della Lega approvato dal Senato nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico riguardo al mantenimento degli Uffici Postali, sia a commentare negativamente l’attuazione dello stesso atto da parte proprio della Lega al governo di Regione Lombardia.
In più, omette anche di esplicitare che il Ministero dello Sviluppo Economico ha demandato alle Regioni e alle rappresentanze dei Comuni il compito di concordare con le direzioni regionali delle Poste il mantenimento o la chiusura di alcuni Uffici Postali.

A maggior chiarimento, vorrei inoltre ribadire come l’obiettivo di aprire tavoli di confronto a livello regionale fosse finalizzato all’individuazione di diversi criteri locali – e non solo di numeri – relativamente alle operazioni postali eseguite da ogni singolo ufficio: se pertanto il risultato del numero di Uffici Postali mantenuti aperti non soddisfa, qualche domanda dovrebbero farsela proprio coloro i quali sostengono l’attuale Governo regionale lombardo.

Da sottolineare poi che, pur procedendo con il piano di razionalizzazione, Poste Italiane ha accettato di continuare la fase di confronto con i rappresentanti di Regioni e Comuni, anche allo scopo di individuare proposte alternative di collaborazione.

 
 

Il recupero del Ponte di Paderno: a breve un tavolo istituzionale per risolvere la questione

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In merito alla questione della manutenzione straordinaria del ponte ferroviario e stradale San Michele di Paderno d’Adda, possiamo dire di avere ottenuto, quest’oggi, un primo, iniziale, risultato positivo: sia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che i vertici di RFI, Rete Ferroviaria Italiana, si sono resi disponibili ad aprire al più presto un tavolo istituzionale con i Comuni interessati, le Province di Lecco e Bergamo e con Regione Lombardia, allo scopo di arrivare, in tempi certi, alla risoluzione della vicenda.

Nelle scorse settimane, infatti, su segnalazione di diversi Enti territoriali, sono stato chiamato – insieme alla collega Tentori – ad intervenire in merito agli urgenti e non più rinviabili interventi di recupero e di consolidamento strutturale del ponte di Paderno.

Nella mattinata odierna abbiamo quindi preso parte ad un incontro preliminare con i dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, successivamente, abbiamo poi incontrato Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di RFI, presso la sede romana del gruppo. Nei prossimi giorni, infine, è in programma anche un incontro con i dirigenti del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo: il ponte infatti rappresenta una ben nota testimonianza di pregiata archeologia industriale ed è attualmente già vincolato con specifico Decreto della Soprintendenza del 14 luglio 1980.

 
 

La ricerca (anche) al servizio del territorio

CNR Lecco_1Questa mattina ho avuto il piacere di partecipare all’inaugurazione del Polo di Ricerca del CNR realizzato all’interno del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano: sette nuovi Istituti di ricerca (bioimmagini e fisiologia molecolare, energetica e interfasi, fotonica e nanotecnologie, ottica, architettura navale, materiali compositi e biomateriali, tecnologie industriali e automazione) che rappresentano al meglio un altro importante traguardo del “Sistema-Lecco”; una sorta di hub funzionale allo sviluppo di una nuova, fondamentale, rete di relazioni tra ricerca applicata e industria del territorio.

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Tra i vari interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata, vorrei qui solamente riprendere un passaggio del discorso tenuto dal Sindaco di Lecco, Virginio Brivio,  il quale, in sostanza, ha auspicato che lo “spazio di innovazione” rappresentato dal Campus di Lecco possa diventare a breve anche una sorta di “piazza civica” in grado di stimolare l’interesse e la partecipazione, non solo degli addetti ai lavori, ma di tutta la cittadinanza lecchese.

 
 

L’attesa è finita: Lecco avrà un nuovo Prefetto

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Quanto anticipato nei giorni scorsi da parte del Ministero dell’Interno trova oggi una conferma definitiva: Lecco avrà finalmente un nuovo Prefetto e la nomina ufficiale avverrà in seno al Consiglio dei Ministri della prossima settimana.

Dopo essermi particolarmente speso su questa vicenda affinché fosse riconosciuta al territorio lecchese tutta l’attenzione che merita, posso infine dire di essere stato ascoltato: poche ore fa ho infatti ricevuto conferma dell’avvenuta individuazione del nuovo Prefetto di Lecco. Come ho ripetutamente chiesto, inoltre, la persona incaricata – per sua stessa formazione ed esperienza – potrà garantire una particolare competenza sia sul tema del coordinamento della sicurezza sia a livello di protezione e salvaguardia del territorio.

La nomina, che sarà ufficializzata nei prossimi giorni rappresenta pertanto un ulteriore passo in avanti nella lotta a quell’onda di impoverimento istituzionale che ha purtroppo investito, da qualche tempo a questa parte, la nostra Provincia.

Nei prossimi giorni il nome del nuovo Prefetto verrà reso noto attraverso i consueti canali.

 
 

Settanta volte il 25 aprile: nel nostro passato il nostro futuro

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Alla vigilia del 70esimo anniversario della Liberazione rifletto sul senso più profondo e attuale di questa fondamentale ricorrenza, di questa nostra festa laica. Lo faccio, più che da parlamentare della Repubblica, da cittadino che si volta verso il nostro passato per rintracciarvi i caratteri della democrazia del nostro futuro.

La straordinarietà di quanto accadde in quegli anni contiene in sé il racconto di tante storie personali che si sono intrecciate, ognuna con il proprio carico di sofferenza, sotto il segno del coraggio. Il coraggio di chi ha partecipato alla Resistenza e alla lotta partigiana. Il coraggio dei tanti ragazzi di allora che si sono trovati a compiere scelte drammatiche. Il coraggio di chi ha saputo mettere da parte le differenze e gli egoismi per combattere l’uno al fianco dell’altro. Il tutto in ragione dell’amore incondizionato per la propria terra devastata dall’oppressione nazifascista.

Noi, come cittadini che hanno l’onore e il dovere di accogliere questo lascito, dobbiamo impegnarci a continuare su questa strada affrontando quei temi che, oggi, sono senza dubbio centrali. Tra di essi, vorrei qui ricordare l’Europa e il Mediterraneo, le Istituzioni, i giovani.

E’ nell’esperienza della resistenza al nazifascismo che vanno ricercate le radici di un’Europa libera, unita e democratica, come risposta ai nazionalismi, ai populismi e alle guerre della prima metà del ‘900. Il senso profondo della nostra identità, della nostra unità nazionale ed europea sono lì, in quel tempo. L’attualità, tuttavia, ci racconta quotidianamente di libertà negate, di diritti non riconosciuti. Ciò che per noi è sicuro e naturale in troppi luoghi della Terra non lo è per niente: razzismo, discriminazioni etniche, religiose e politiche sono lì a ricordarcelo. Le immagini agghiaccianti delle stragi di migranti nel Mediterraneo rappresentano la misura di quante ingiustizie e di quante violazioni dei diritti umani dobbiamo ancora combattere.

E’ nostro dovere non dimenticare. È nostro dovere rinnovare con saggezza e lungimiranza le nostre Istituzioni, che hanno certo bisogno di essere riformate, rese più efficaci ed efficienti per non essere svilite e offese. Perché i cittadini le sentano più vicine, come una cosa loro. Ciò, mi preme sottolinearlo, deve essere fatto senza toccare i principi fondamentali della Costituzione.

Infine, vorrei che i nostri ragazzi leggessero l’esperienza della Resistenza anche come straordinaria occasione – che si può ancora rinnovare – di unità tra giovani nei partiti, tra culture politiche differenti per valori, aspirazioni e obiettivi, nell’impegno personale a cambiare l’ordine delle cose, a lottare nel sogno di un futuro diverso e migliore.

Ecco perché è così importante celebrare e festeggiare questo anniversario, lasciando per un momento da parte le divisioni e tentando di raccogliere, ancora una volta, il testimone consegnatoci dai padri fondatori del nostro Paese.

Ecco perché, nel ricordo di chi ha combattuto ed è morto per la Liberazione, dobbiamo costruire un’Italia più giusta e più bella.

Ecco perché, ricordando la Storia noi non facciamo una commemorazione: facciamo il futuro dell’Italia.

Buon 25 aprile a tutti.

 
 

Italicum, OGM e assi ereditari: in risposta a Giulio Boscagli

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Accolgo con interesse gli stimoli sollevati dal dott. Boscagli – con il quale, peraltro, ho avuto modo di collaborare proficuamente nel corso della mia esperienza di sindaco di Cassago Brianza – in una lettera aperta pubblicata recentemente su alcune testate locali on-line: ritengo doveroso, pertanto, avanzare alcune mie personali considerazioni.

In primis, eviterei di essere così perentorio nella definizione delle “discendenze o assi ereditari in politica”: in una società globalizzata e ad alto “tasso socio-relazionale” come quella attuale si eviterebbe il rischio di perdersi in visioni talmente semplicistiche tali da ricondurre l’attuale attività politica del Partito Democratico unicamente ad un’unica – anche se legittima – eredità lasciata dal PCI.

Lo stesso discorso penso valga anche per il dott. Boscagli, proveniente dalle fila della DC dalla quale però, come sappiamo, nacquero diverse ramificazioni. In particolare, naturalmente, quella di centrodestra che confluì in Forza Italia e quella di centrosinistra che invece aderì al progetto dell’ULIVO.

Il dott. Boscagli, allora, seguì la prima ed oggi, forse, non milita nemmeno più in Forza Italia ma aderisce invece ad un progetto di governo responsabile del Paese con NCD. Meglio che mi fermi qui: non vorrei si pensasse che io voglia, con queste parole, legittimare la nascita di una nuova categoria di OGM specializzati nell’attività politica!

Nel merito delle critiche avanzate, vorrei invece rispondere ponendo a mia volta una questione: il dott. Boscagli è cosciente che attaccare in questo modo la nuova legge elettorale equivale, di fatto, a dichiarare che un numero elevatissimo di sindaci eletti al primo turno con meno del 40% dei voti, oppure al ballottaggio con una partecipazione al voto inferiore al 50% dei votanti, risultano – secondo quanto afferma – non democraticamente eletti? Quanti sarebbero quindi, a suo parere, i Comuni da commissariare?

Riguardo invece alla categoria dei “nominati” di cui, se non erro, anche il dott. Boscagli ha fatto parte, per una legislatura, quale eletto nel listino bloccato di Formigoni, dovrebbe sapere che la sentenza della Corte Costituzionale, oltre a dichiarare illegittima l’attuale legge elettorale, il cosiddetto “Porcellum”, ha rilevato il principio fondamentale della continuità dello Stato che si realizza attraverso la continuità dei sui organi costituzionali, partendo dal Parlamento e legittimando gli atti che le Camere adotteranno prima che si svolgano nuove elezioni elettorali.

Riguardo al tema della svendita di rappresentatività allo scopo di sostenere l’esigenza di governabilità, ricordo poi che nel corso del passaggio al Senato abbiamo notevolmente ampliato le possibilità di una forza politica di essere rappresentata alla Camera, riducendo la soglia minima dal 4,5% al 3%.

Senza soffermarmi oltre nell’analisi dei dettagli normativi, vorrei infine concludere lanciando al dott. Boscagli una scommessa (per un buon caffè) sul tasso di democrazia che verrà introdotta con l’Italicum: in particolare scommetto che con il doppio turno, al ballottaggio, deciderà di votare – magari in una sfida Renzi – Salvini, Renzi – Grillo o, chissà, Renzi – Marina Berlusconi – molto di più della maggioranza assoluta degli italiani.