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Leucemia, con cellule di laboratorio scomparsa nell’86% dei malati

20 ottobre 2020

Al San Gerardo di Monza, dalla Fondazione Tettamanti e dall’ematologia pediatrica arriva un’altra grande speranza per i malati di leucemia: contro la leucemia linfoblastica acuta, nei pazienti adulti e pediatrici, una speranza di guarigione viene da un particolare tipo di cellule ingegnerizzate, denominate CARCIK, che hanno dimostrato un’attività antitumorale molto promettente: infatti, fra i pazienti trattati con la dose più alta, quasi l’86% (sei su sette) ha risposto al trattamento con una scomparsa completa del tumore. Lo dimostra uno studio clinico tutto italiano, sviluppato nei laboratori di ricerca della Fondazione Tettamanti, coordinato dal Centro di emato-oncologia pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la Mamma con la collaborazione dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, pubblicato su The Journal of Clinical Investigation. Si tratta di particolari cellule CAR-T ottenute a partire dalle cellule del sistema immunitario T di donatori sani e opportunamente modificate in laboratorio in modo da potenziare le loro capacità di riconoscere e uccidere le cellule tumorali.

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