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Benzina e bancomat: un confronto serrato con le banche. Più chiarezza sulle commissioni

9 luglio 2014

È arrivata nel tardo pomeriggio di oggi la risposta del Ministero dello Sviluppo Economico all’interrogazione da me presentata nelle scorse settimane e riguardante la variabilità dei tassi di commissione – e la conseguente variazione del prezzo finale – per il rifornimento di carburante pagato attraverso l’utilizzo di moneta elettronica.

Ribadita la gratuità e quindi la non applicabilità di commissioni dirette per gli acquirenti/automobilisti, con questa interrogazione mi sono posto l’obiettivo di chiarire definitivamente quali debbano essere i reali costi da imputare ai gestori/distributori di carburante ogni qualvolta questi vengano ad essere pagati con il sistema della moneta elettronica. Ciò allo scopo di poter stabilire i termini di un reale contenimento del costo finale del rifornimento di benzina: tali commissioni bancarie infatti, oltre a ridurre il già contenuto guadagno dei gestori per litro di carburante venduto, sono spesso la causa diretta dell’aumento del prezzo finale del pieno per tutti i cittadini.

Non posso nascondere di essere alquanto soddisfatto: grazie anche a questa interrogazione si è potuta registrare una decisa accelerazione nel merito del confronto tra i soggetti interessati – Ministero, sistema bancario, Federazione dei gestori (Faib, Fegica, Figisc), le associazioni dei titolari (Unione Petrolifera, Assopetroli, Consorzio Grandi Reti, Federdistribuzione) – che dovrà quindi necessariamente portare le Banche ad adeguarsi – entro il termine del 29 luglio prossimo (data di entrata in vigore del Decreto n. 5 del 14/2/2014) – dando indicazioni puntuali riguardo la struttura dei costi che sottintendono alla commissioni, da differenziare tra carte di debito, di credito e micropagamenti (inferiori a 30 euro).

Posso perciò affermare con certezza di ritenere tutto questo il principio di un percorso decisamente ben strutturato: la puntuale definizione delle commissioni bancarie sulla vendita del carburante rappresenta solo l’inizio di un confronto con le banche che si annuncia sempre più serrato e che dovrà necessariamente estendersi all’intero sistema di vendita.