18 marzo 2015
Recentemente sono stato chiamato, da parte della maggioranza parlamentare, a ricoprire il ruolo di relatore nell’ambito della discussione del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 4, recante misure urgenti in materia di esenzione IMU.
Dopo il lavoro di questi mesi ho quindi voluto proseguire nell’impegno ad ampliare, quanto più possibile, la platea dei Comuni che possono godere delle agevolazioni sull’IMU agricola. Proprio nel corso del dibattimento odierno di tale disegno di legge, sono stati approvati diversi atti migliorativi i quali, nonostante l’impossibilità di emendare il decreto in ragione della scadenza estremamente ravvicinata, impegnano il Governo a continuare nella rivisitazione dell’IMU andando oltre il semplice parametro di “Comuni montani” e introducendo nuovi ed opportuni criteri.
Mi riferisco, nello specifico, all’approvazione di un mio Ordine del giorno con il quale, tra l’altro, si indirizza il Governo sia a procedere ad una revisione delle modalità di calcolo delle basi imponibili – estendendo anche al catasto dei terreni l’operazione di aggiornamento e di riforma in corso sul catasto dei fabbricati – sia a prevedere lo stanziamento di maggiori ed ulteriori risorse da destinare ai Comuni allo scopo di compensarne l’eventuale minor gettito.
Con questo atto, inoltre, il Governo si impegna a ricondurre l’intera disciplina dell’IMU agricola all’interno del perimetro generale della programmata riforma della fiscalità locale, ovvero nell’ambito della futura “Local tax”, in un’ottica quindi di maggiore semplificazione, certezza e trasparenza della materia.

