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DL 16/2014: la mia dichiarazione di voto in Aula

25 marzo 2014

Martedì scorso, a nome del Partito Democratico, sono intervenuto in Aula per la dichiarazione di voto in merito alle questioni pregiudiziali di costituzionalità avanzate dalle opposizioni e riguardanti la conversione in legge del decreto legge 6 marzo 2014, n. 16 con il quale il Governo intende disporre misure urgenti in materia di finanza locale e di servizi svolti nelle istituzioni scolastiche.

Le pregiudiziali presentate – e poi respinte – accusavano il decreto di mancare dei requisiti di necessità e di urgenza che devono caratterizzare un decreto legge.
Nella mia dichiarazione ho invece inteso dimostrare come tali aspetti identifichino in maniera circostanziata tale provvedimento: il decreto in discussione è, a tutti gli effetti, una risposta sostanziale ed estremamente puntuale ai bisogni straordinari delle Amministrazioni locali e si occupa, in maniera tangibile e concreta, del riordino di tutta una serie di strumenti fondamentali al fine di consentire ai Sindaci e agli Amministratori locali di portare in approvazione i bilanci di previsione secondo la scadenza attualmente fissata al 30 aprile.

E’ evidente infatti come l’urgenza stia nel fatto che ci troviamo ad essere già in ritardo sui tempi: questo decreto potrebbe infatti essere approvato il 5 maggio, ovvero ben al di là della data stabilita quale termine ultimo per l’approvazione dei bilanci comunali.
E’ nostro compito tornare ad investire sugli Enti locali – che sono di fatto le radici del nostro Paese – permettendo loro di predisporre un bilancio veritiero, attraverso il quale poter erogare servizi alla cittadinanza e contribuire a riavviare tutta una serie di investimenti che consentiranno a molte imprese di tornare finalmente a lavorare.

La strada non può essere quindi – ancora una volta – la reiterata scorciatoia delle proroghe riguardo la data di approvazione dei bilanci comunali.
L’obiettivo di chi, come il sottoscritto, si occupi di legiferare nel merito della finanza locale deve essere chiaro e necessariamente condiviso: mai più un altro 30 novembre!

Il mai dimenticato Pier Paolo Pasolini sosteneva che: “non esiste razionalità senza senso comune e concretezza. Senza senso comune e concretezza, la razionalità è solo fanatismo”. Le pregiudiziali a questo decreto, pur nella loro razionalità, a mio avviso si sono rivelate essere prive di quella concretezza e di quella praticità che sono le basi su cui costruire il rilancio del nostro Paese.

» Qui trovate il testo dell’intervento in Aula