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In sopralluogo al carcere di Pescarenico

30 gennaio 2014

In concomitanza con il via libera alla riforma sulla custodia cautelare, venerdì 17 gennaio, ho effettuato un sopralluogo presso il carcere di Pescarenico al fine di verificarne le condizioni ed il livello di sovraffollamento.

La mia intenzione era quella di capire quanto le normative in discussione proprio in questi giorni possano essere importanti anche in una piccola realtà come quella della casa circondariale di Lecco. Soprattutto volevo avere chiaro quali fossero le condizioni sia dei carcerati che degli agenti di Polizia Penitenziaria.

A fronte di un 50% di detenuti che si trovano in regime di carcerazione preventiva, la dotazione organica di agenti è spropositatamente bassa: 33 agenti divisi su tre turni con fasce orarie in cui addirittura non vi è nemmeno un agente per piano. Altrettanto allarmanti i problemi di tipo strutturale: gli spazi dedicati alla rieducazione sono, purtroppo, minimi e i sette metri quadrati per cella doppia (comprensivi di servizi igienici e di cucinino) sono veramente troppo pochi.

Da non dimenticare poi la questione del “garante dei detenuti”, sulla nomina del quale la Giunta comunale di Lecco è stata impegnata per diverso tempo e che proprio ieri ha visto il compimento di un importante passo in avanti con la deliberazione del regolamento che stabilisce modi e finalità di questa importante figura che, lo ricordiamo, opera comunque a titolo completamento gratuito.

In sintesi quindi, sarebbero necessari tutta una serie di investimenti per affrontare ristrutturazioni e ammodernamento dei sistemi di controllo al fine di rendere più sicuro anche e soprattutto il personale in servizio.
A questo proposito vedremo cosa prevede il Pgt del Comune di Lecco in termini di ampliamento del carcere mentre, da parte mia, affronterò sicuramente la questione dell’incremento dell’organico.