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Stefano Bonaccini presidente: la politica supera la propaganda

29 gennaio 2020

Mi trovo a scrivere queste righe a poche ore di distanza dal grande risultato di Stefano Bonaccini, un risultato che, oltre ad affermare la riconquista del governo dell’Emilia Romagna, rappresenta per noi tutti – sia sotto il profilo delle emozioni sia sotto il profilo politico-culturale – la vittoria di un campo di valori condivisi e di una progettualità partecipata per il bene comune.
Si potrebbero riempire pagine e pagine per cercare di descrivere e analizzare quanto accaduto con le elezioni emiliano-romagnole e, ancor più, con il loro esito. Scevro da questa presunzione, vorrei invece ragionare insieme a voi sul significato di una parola spesso bistrattata – la “Politica” intendo – e sulla sua rivincita sulla tanto osannata propaganda.
A mio avviso, il rischio più grande che si è evitato con la vittoria di Bonaccini – a prescindere dall’appartenenza politica – sarebbe stato non la semplice sconfitta di una parte politica, di un candidato Presidente a noi vicino, bensì il rischio concreto che l’impegno pubblico e i risultati di un ottimo Governo cadessero indiscriminatamente sotto le macerie prodotto dalle continue picconate della propaganda. Se Bonaccini avesse perso, con un solo colpo di spugna sarebbero stati cancellati i meriti di un governo regionale in grado di portare l’Emilia Romagna sul podio della sanità pubblica italiana; avremmo visto dimenticati i risultati di una regione diventata la locomotiva economica del Paese e che, allo stesso tempo, ha saputo ridare speranza e solidità a tanti ex disoccupati. Gli emiliano-romagnoli l’hanno capito e hanno risposto con decisione, contrastando la spinta verso le paure più irrazionali, dicendo “no” a chi, dai palchi, esibiva a proprio uso e consumo il dolore delle famiglie e, ancora, opponendosi a chi vorrebbe che i pieni poteri (sicurezza, giustizia etc) venissero consegnati nelle mani di una sola persona in grado di varcare impunemente anche le soglie delle singole abitazione private. Gli emiliano-romagnoli hanno scelto  con consapevolezza, anteponendo la politica e il buon governo alla propaganda costruita per vincere senza convincere. Il loro voto ha così superato i confini dell’Emilia-Romagna, riconsegnando a noi del Partito Democratico il valore dell’ascolto, la capacità di confrontarci nelle piazze come luogo dove la democrazia si manifesta e cresce. Una lezione che deve lasciare il segno e guidarci nelle prossime sfide per il bene del nostro Paese.