Off limits senza nessun trattino

Come tutti gli spazi anche quello politico ha un suo limite “fisico” e di “sostenibilità”!

Pur da convinto sostenitore del Governo Letta e ben consapevole della necessità di non aprire una crisi al buio per il Paese, ogni scelta diversa da quella di votare la decadenza di un politico condannato in terzo grado è OFF LIMITS!

 
 

IMU che va e IMU che resta

Nei prossimi giorni, alla Camera, discuteremo del nuovo decreto che abolisce l’IMU sulla prima casa – escluse ville di lusso e Castelli, il che non significa però accanirsi contro l’ex senatore leghista lecchese!

Battute a parte, l’imposta continuerà ad essere pagata in particolare dai proprietari di altri immobili: imprenditori e commercianti, vale a dire coloro i quali, nonostante questo periodo difficilissimo, continuano ad offrire posti di lavoro.

Sono consapevole del valore della prima casa per ogni italiano (la pagano 25 milioni di cittadini per un costo medio di 250 euro annui) e della conseguente popolarità  della scelta di eliminazione dell’IMU da parte del Governo.
I miei dubbi e le contrarietà restano comunque tutte in quanto, così facendo, si rischia la riproposizione delle azioni di un film già visto:

1) lo Stato promette di rimborsare i Comuni per il mancato incasso dell’imposta IMU prima casa;

2) i soldi arrivano in ritardo e dopo i primi anni si assottigliano le risorse, creando notevoli problemi ai bilanci comunali;

3) i sindaci non si fidano e cercano le risorse mancanti aumentando le aliquote  sull’IMU che resta (per imprese, commercianti, beni strumentali).

Epilogo: l’Italia del lavoro subisce l’ennesimo aggravio fiscale.

 
 

Così non ci siamo! Allo Stato il 10% dei proventi delle vendita di Immobili degli enti locali

 “UN PRELIEVO INACCETTABILE E IN CONTRADDIZIONE

CON L’IMPEGNO ASSUNTO DAL GOVERNO ALLA CAMERA”

 

Ancora una volta lo Stato cerca di fare cassa a spese dei Comuni, sottraendo agli enti locali risorse proprie, per giunta in una fase di acuto disagio, dovuto ai continui tagli ai trasferimenti e ai sempre più severi vincoli di spesa imposti dalla spending review.

Con un emendamento al “decreto del fare” approvato dalle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali del Senato, è stato introdotto un prelievo del 10 per cento sui proventi delle dismissioni immobiliari dei Comuni, destinato a finanziare il fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

Rispetto alla formulazione iniziale, alla Camera i colleghi Guerra, Guerini, Rughetti avevano presentato un ordine del Giorno poi accolto del Governo per sgombrare il campo da dubbi ed equivoci e garantire che l’applicazione del prelievo si limitasse esclusivamente ai beni oggetto di trasferimento dallo Stato a Comuni e Province e non gli altri immobili degli enti locali.

Gli enti locali non possono sopportare questa ulteriore espropriazione del loro patrimonio e delle loro risorse, per questioni sia di principio che di sostanza. Il patrimonio immobiliare è rimasto l’unico cespite su cui Comuni e Province fanno affidamento per ricavare le risorse straordinarie necessarie a raggiungere i surplus di cassa a cui sono obbligati dal Patto di Stabilità, indispensabili anche per finanziare investimenti in opere pubbliche che resterebbero altrimenti fermi al palo. Lo Stato non può chiedere agli enti locali un altro, gravoso sacrificio per ridurre un indebitamento creato da altri livelli del nostro ordinamento istituzionale.

Da domani il decreto del fare torna alla Camera e se i tempi di conversione non permetteranno altre modifiche, chiederemo un impegno al Governo ad una puntuale e corretta interpretazione del prelievo che non tolga nessuna risorsa agli enti locali.

Un primo passo

La CIVIT (commissione per la trasparenza della pubblica amministrazione) ci ha messo  una pezza!

Solo pochi giorni fa ha chiarito – almeno per i comuni inferiori ai 15 mila abitanti – la reale portata della pubblicazione dei redditi e patrimoni degli amministratori locali che, da una prima lettura, si estendeva anche a mamma, papà, fratelli e sorelle.

Pertanto i comuni inferiori ai 15 mila abitanti avranno l’obbligo di pubblicare degli organi di indirizzo politico:

a) l’atto di nomina o di  proclamazione,  con  l’indicazione  della durata dell’incarico o del mandato elettivo;
b) il curriculum;
c) i compensi di qualsiasi  natura  connessi  all’assunzione  della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
d) i dati relativi all’assunzione di  altre  cariche,  presso  enti pubblici o  privati,  ed  i  relativi  compensi  a  qualsiasi  titolo corrisposti;
e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico  della  finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;

La pubblicazione deve essere immediata e, dopo il 20 ottobre 2013, in caso di mancata pubblicazione verranno applicate delle sanzioni, in particolare:

  • amministrative pecuniarie a carico degli amministratori;
  • disciplinari o sulla valutazione delle responsabilità dirigenziali;
  • pubblicazione sul sito CIVIT dei nominativi degli amministratori inadempienti;

Per disciplinare il processo sanzionatorio – in particolare a chi compete l’istruttoria e l’irrogazione delle sanzioni – i Comuni dovranno adottare un Regolamento, diversamente la normativa attribuisce tale funzione ai Responsabili dell’Anticorruzione e dell’ufficio disciplina. Sarà la stessa  CIVIT ad effettuare delle verifiche a campione o a seguito di segnalazione (provenienti anche da parte dei cittadini).

 

Sicurezza sul lavoro e certificazione medica: evitate inutili vessazioni sulle società sportive dilettantistiche

Società sportive dilettantistiche: evitata un’altra inutile vessazione grazie ad un emendamento al “decreto del fare” presentato dal collega on. Filippo Fossati, del Partito Democratico, e ad un ordine del giorno indirizzato al governo dalla Camera dei Deputati.

Con l’emendamento, è stata evitata l’equiparazione tra i volontari e i collaboratori delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e di Promozione Sociale ai lavoratori di aziende o altri settori produttivi.

Infatti dal 1 giugno 2013 è divenuta attuativa l’interpretazione del decreto legislativo 81/2008. Grazie all’emendamento appena approvato dalla Camera,  viene risparmiato all’associazionismo sportivo questo ennesimo colpo. Un presidente di una ASD che non ha a che fare con lavoratori dipendenti ma con volontari o con persone soggette a rimborso sportivo, non può essere chiamato a rispondere della normativa sulla sicurezza al pari di un imprenditore.

Cosa si può fare

La scomparsa di Laura Prati, sindaca di Cardano al Campo, ci ha profondamente segnato e domani ci saranno i momenti commemorativi, prima con una cerimonia civile e poi religiosa. Da deputato della Repubblica oggi ho avuto la possibilità di sentire in aula un commiato vero e toccante da parte del collega parlamentare Daniele Marantelli: un amico e compagno di Laura in moltissime battaglie sociali e politiche.

Da collega sindaco penso che il lascito di una donna, una mamma, un’amministratrice comunale che ha perso la vita nell’espletamento del  servizio alla sua comunità,  non possa concludersi domani. Il 22 luglio, giorno in cui Laura ci ha lasciato, credo debba essere individuato come la giornata del ricordo e dell’impegno civico in tutti i comuni italiani, per far in modo che la dedizione di tanti amministratori comunali non possa mai essere dimenticata!

 

 

Al Ministero per i lavoratori della Bessel di Santa Maria Hoè

Giornate intense per impedire che i lavoratori della Bessel di Santa Maria Hoè sprofondino nel dimenticatoio dei nuovi disoccupati lecchesi.
Nell’ultimo incontro al Ministero del Lavoro, al quale ho partecipato insieme con la Fiom di Lecco ed i rappresentanti dell’azienda, abbiamo lavorato per promuovere nuove, necessarie, possibilità di ammortizzatori sociali.

La strada è in salita: noi non ci arrendiamo!

Assistenza fiscale disoccupati: oltre il danno non c’è la beffa!

E’ vero: mi si dirà che è cosa di poco conto per chi oggi vive il dramma della perdita del lavoro, però abbiamo da poco approvato un importante emendamento al decreto fare che permette a chi, nel 2013, non ha più un’occupazione/datore di lavoro  di presentare il 730 dal 2 al 30 settembre 2013 (oltre cioè le normali scadenze) e di ricevere quindi il rimborso direttamente dall’amministrazione finanziaria senza dover attendere per anni quanto gli spetta.

Credo sia doveroso cogliere anche le più piccole opportunità di intervento al fine di dare un aiuto reale a chi, al momento, si trovi in difficoltà a causa della mancanza di lavoro.

Forse niente di rivoluzionario. Sicuramente qualcosa di concreto.