Chi e perché ha ucciso Aldo Moro


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Il 28 maggio scorso è stata approvata la legge istitutiva di una nuova Commissione parlamentare d’inchiesta in merito al sequestro e all’uccisione di Aldo Moro, il Presidente della Democrazia Cristiana rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo del 1978 e ritrovato senza vita il 9 maggio dello stesso anno.

La Commissione avrà il compito di andare alla ricerca di eventuali responsabilità riconducibili ad apparati dello Stato, strutture, organizzazioni ed a persone a essi appartenenti o appartenute: la proposta di istituire una nuova Commissione d’inchiesta è arrivata infatti in seguito alle inquietanti dichiarazioni rilasciate da un ex ispettore di polizia secondo le quali agenti dei Servizi Segreti “aiutarono le Brigate Rosse durante il rapimento di Aldo Moro proteggendole  da disturbi di qualsiasi genere”.

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L’On. Grassi, Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, per lungo tempo si è attivamente occupato del “caso Moro” e già da qualche mese sta proponendo – in tutta Italia – una serie di serate proprio su questo tema.

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Vista e considerata la centralità della figura di Aldo Moro, protagonista indiscutibile di una stagione di dialogo politico tra le differenti forze democratiche italiane, ho ritenuto doveroso promuovere – anche nel nostro territorio – una di queste serate.

I partecipanti, intervenuti numerosi, hanno così potuto ascoltare l’On. Grassi il quale, alla luce della nuova normativa sul segreto e sulle procedure di declassificazione, ha potuto prendere in esame – in maniera assolutamente incalzante ed inedita – il racconto di quanto accaduto al Presidente Moro, affrontando l’analisi puntuale e rivelatrice di documenti ufficiali che fino a poco tempo fa risultavano essere ancora del tutto inaccessibili.

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Nelle parole dello stesso On. Grassi il senso di questa serata:

«A 36 anni di distanza il caso Moro è ancora una pagina densa di misteri e di enigmi. Nuove rivelazioni e dichiarazioni hanno riacceso i riflettori sul “caso Moro”. Sembrano oggi emergere rilevanti elementi di novità, che riguardano azioni ed omissioni. Ruotano sul sospetto, sempre più connotato da certezza, che la morte di Moro poteva essere evitata. Impegnarsi per ricercare tutta la verità è uno dei migliori servizi che come deputati possiamo fare per il rafforzamento e la credibilità delle nostre Istituzioni. Ricercare tutta la verità vuol dire continuare a rendere giustizia ad Aldo Moro, alla sua famiglia e a tutti coloro che credono e amano la democrazia e la libertà e che proprio per questo non temono la verità».

 
 

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